Almeno 3 soci

 

Chi sceglie di costituire una nuova impresa cooperativa deve poter formare una base sociale.
Per procedere alla legale costituzione è sufficiente (e necessario) che i soci siano almeno tre.
Tutte le cooperative, grandi e piccole, sono sottoposte a leggi specifiche per la cooperazione contenute nel codice civile (Libro V - Titolo VI - Capo I - artt. 2511 e segg.). Oltre a questa legislazione specifica, le cooperative sono sottoposte alle leggi previste per le s.r.l. o le s.p.a. a seconda delle dimensioni dell'impresa cooperativa, determinate proprio dal numero dei soci.

Se i soci sono tra i tre e gli otto, devono essere persone fisiche e la società dovrà adottare come integrazione le norme della società a responsabilità limitata.
Se i soci sono almeno nove, non ci sono questi due vincoli, quindi i soci possono essere anche persone giuridiche e la cooperativa seguirà le norme previste per le s.p.a.

Il numero dei soci che compongono una cooperativa (a partire dal livello minimo di tre) è libero: dipende dalla complessità del progetto imprenditoriale e dall’incontro delle persone che decidono insieme di realizzarlo.
Le startup cooperative spesso hanno un numero di soci inferiore a nove per ovvi motivi di opportunità e prudenza. Se si parte con il numero minimo, e tutti i soci sono lavoratori, potrebbe essere una buona idea fare in modo che ci sia un adeguato mix di competenze (per esempio un tecnico, un manager/commerciale e un amministrativo).
Oltre ai soci, possono essere coinvolti anche altri lavoratori (dipendenti della cooperativa). Ma alcune mansioni possono essere affidate in outsourcing, evitando così di appesantire una struttura che muove i primi passi.(servizi Legacoop, altri servizi specifici reperibili sul mercato).

Nuove cooperative possono nascere anche da lavoratori che rilevano la loro impresa, magari non cooperativa, avviata al fallimento.
In tal caso, è probabile che i lavoratori interessati a conservare un patrimonio di know how e reputazione siano più di otto. In questi casi di workers buyout, in cui lavoratori riunitisi in cooperativa chiedono al curatore fallimentare o al liquidatore l’affitto o l’acquisto dell’azienda dove erano impiegati, spesso la cooperativa nasce già con lo status di impresa a cui si applica la normativa prevista per le s.p.a. (oltre a quella specifica della cooperazione).

Una volta costituita la base sociale, il numero dei soci può naturalmente essere ampliato onorando il principio della “porta aperta”.
Chiunque condivida principi e valori di una cooperativa può chiedere di farne parte, e la cooperativa può accettare la richiesta purché sia in grado di soddisfare il bisogno di lavoro o di servizio del richiedente.
Il vantaggio perseguito dai soci di una cooperativa, infatti, sta in primo luogo nei rapporti di scambio con la cooperativa stessa - che siano di lavoro o di consumo - a condizioni più vantaggiose di quelle di mercato.