Socio finanziatore

 

L’art. 2526 c.c. sancisce la possibilità per le cooperative di emettere “strumenti finanziari”, qualora siano regolamentati nello statuto (e di questa opzione bisogna quindi tener conto nella redazione di questo fondamentale strumento).

Accanto, quindi, alla figura del socio cooperatore, che partecipa allo scambio mutualistico con la cooperativa, si può individuare anche quella del socio finanziatore, che si caratterizza per l’apporto alla cooperativa di capitale di rischio.


Gli artt. 4 e 5 della L. n. 59/92 hanno introdotto nell’ordinamento cooperativo le azioni di sovvenzione e le azioni di partecipazione cooperativa, che consentono di attrarre investimenti finanziari da parte di soggetti diversi dai cooperatori e di remunerarli in maniera tale da renderli appetibili per l’investimento.

Il quadro degli strumenti finanziari di cui le cooperative si possono servire si è, tuttavia, evoluto e ampliato con la Riforma societaria del 2003. Infatti, il rinvio alle disposizioni relative alle società per azioni, contenuto nell’art. 2526 c.c., consente alle cooperative l’utilizzo di tutta l’ampia strumentazione finanziaria prevista dalla disciplina tipica della s.p.a.


Quale unica limitazione per le cooperative a mutualità prevalente, la legislazione pone un tetto massimo alla remunerazione degli strumenti finanziari offerti in sottoscrizione ai soci cooperatori, mentre lascia libertà per la remunerazione degli stessi strumenti posseduti da soggetti diversi.
Viene, inoltre, fissato un limite massimo al totale dei voti attribuibili alla categoria dei soci finanziatori (non più di un terzo dei voti spettanti all’insieme dei soci presenti o rappresentati in ciascuna assemblea generale) e, in nessun caso, i privilegi attribuiti ai possessori di strumenti finanziari possono “intaccare” le riserve indivisibili.


Anche in merito all’emissione di obbligazioni, le cooperative sono sottoposte alla disciplina prevista per le società per azioni (artt. 2410 e ss. c.c.).


Per quanto riguarda, infine, le cooperative che adottano il modello delle s.r.l., di nuovo l’art. 2526 c.c. prevede che possono emettere strumenti finanziari che non conferiscono diritti amministrativi e possono farlo esclusivamente in favore degli investitori istituzionali definiti dalla legge (fondo di rotazione per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, fondi mutualistici e fondi pensione costituiti da società cooperative).


Le cooperative, pertanto, possono utilizzare tutta quella vastissima gamma di strumenti, che la legge solo in parte definisce e prefigura, affidando all’autonomia statutaria la loro concreta specificazione.


Vediamo nello schema riportato qui sotto le principali differenze statutarie tra cooperative che adottano il modello s.p.a. e s.r.l. che riguardano gli aspetti finanziari:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: Manuale per nuove cooperative a cura di Legacoop Bologna e Legacoop Imola.