Innovazione


Il lavoro oggi è sempre più legato alle nuove tecnologie e all’economia della conoscenza. E poiché le menti brillanti non sempre hanno la disponibilità di grandi capitali, la forma cooperativa può essere una ottima scelta per fare impresa mettendo insieme più cervelli.

 

Il sistema universitario italiano, che pure vanta punte d'eccellenza scientifica e didattica (anche nella nostra regione), ha ancora difficoltà nel connettere ricerca e mondo economico, laboratori universitari e imprese di produzione.
Il sistema Legacoop nel suo complesso è impegnato nella promozione di nuove imprese innovative ad alto contenuto tecnologico, anche in forma di spinoff accademico e della ricerca. Oltre a mettere a disposizione strumenti finanziari e, in alcuni casi, percorsi di accompagnamento dedicati, attraverso il servizio regionale Innovacoop, Legacoop sostiene lo sviluppo di iniziative volte a tradurre nuove idee di impresa ad alto potenziale innovativo in nuova cooperazione, anche favorendo il raccordo e l’incontro con il proprio sistema di imprese associate.

È ancora vero che le cooperative si possono classificare, tradizionalmente, in tre tipi.
Cooperative di lavoro. Soci sono i lavoratori, che prestano la propria opera in cooperativa alle migliori condizioni economiche e professionali (di qui la figura chiave del “socio lavoratore”).
Cooperative di utenza. Soci sono coloro che si riforniscono di beni e/o servizi erogati dalla cooperativa a condizioni più favorevoli rispetto al mercato.
Cooperative di conferimento. Soci sono i soggetti che conferiscono prodotti per la trasformazione e commercializzazione (per esempio in ambito agricolo) o servizi per eseguire lavori assunti dalla cooperativa da committenti privati e pubblici.

Da queste tre forme tipiche sono derivate molteplici categorie di cooperative, che si distinguono per il settore in cui operano (pesca, trasporti, agricoltura, manifatturiero, sociale...) o per il tipo di socio (consumatore, dettagliante, abitante...), sempre valorizzando il lavoro delle persone.

 

Una risposta molto interessante al peso crescente della tecnologia e della conoscenza nelle nostre vite sono le cooperative del sapere, basate su professionisti e sul loro patrimonio di competenze specifiche e qualificate. Non sono propriamente una categoria ma, in controtendenza con questo periodo di crisi economica e del lavoro, ne sono nate molte negli ultimi anni, e riuniscono ingegneri, architetti, informatici, ma anche medici, avvocati, tecnici di varie discipline.

E nell’Italia dei piccoli centri, in contesti territoriali disagiati, con difficoltà di accesso e di collegamento alle reti infrastrutturali e di servizi presenti nelle città, si stanno sviluppando nuove cooperative di comunità che intendono mantenere vive e valorizzare aree a rischio spopolamento (in Italia ci sono 5.683 comuni con meno di 5.000 abitanti, pari al 70,2% del totale, nei quali vivono oltre 10 milioni di persone, il 17% della popolazione complessiva).

 

Dalle esperienze positive delle cooperative di abitanti e delle cooperative sociali sono nati progetti innovativi di housing sociale che costituiscono una vera e propria frontiera del welfare (accesso alla casa per fasce “discriminate” di popolazione) e della tutela ambientale (tecnologie efficienti di risparmio energetico diventano accessibili proprio grazie all'investimento condiviso).
Su presupposti simili nascono nuove cooperative di utenza nel campo delle energie rinnovabili (per esempio, per l'acquisto di impianti fotovoltaici) o per progetti di trasporto condiviso (carsharing di vicinato).


La cooperazione, insomma, evolve e mostra la sua capacità di rispondere ai nuovi bisogni delle persone in una società che cambia con il mutare delle condizioni economiche locali e globali.


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Per conoscere meglio le cooperative del sapere, un opuscolo del 2009 a cura di Legacoop nazionale.

Il progetto delle cooperative di comunità raccontato da Legacoop nazionale.